Torino, la città del thriller

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Torino sembra una città nata per fare da ambientazione a romanzi cupi e sinistri. Quando ho iniziato a lavorare a #lequazione ho potuto vedere con i miei occhi la Torino Sotterranea, i cunicoli bui, costituiti dagli antichi tunnel dell’assedio alla cittadella, dei bunker, degli infernotti, dei passaggi segreti che collegavano i palazzi nobiliari per garantire vie di fuga sicure. Un mondo che si sviluppava sotto le strade raffinate ed eleganti di una città che stava cambiando. Quel mistero e quei segreti sono rimasti sepolti e nascosti da occhi indiscreti. Ed è proprio questo che spinge chi vuole scrivere di Torino a entrare in questa nuova dimensione, così occulta e segreta.

Salone del Libro di Torino – primo giorno

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Andare al Salone del Libro per me é sempre stato emozionante. E non solo per i libri che ho scritto, ma perché l’ho visto nascere. Era il tempo dei grandi saloni, quello dell’Automobile, della Musica. Il Salone del Libro è sopravvissuto alle crisi economiche e culturali. É ancora qui. E questa resilienza non può che emozionare. Nonostante tutto.

Soltanto il tempo

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Fogli bianchi. Matite colorate. E storie brutte da raccontare. Ché qualcuno deve pur farlo, perché la vita è anche questo. Quel senso che ti fa sentire perso, anche tra le strade che conosci sin da bambino. C’è sempre qualcosa che cambia sui volti di tutti noi. Che disegna cicatrici, come ruscelli che portano via qualcosa. Fogli bianchi, matite. Ma non siamo mai noi a scrivere, ma il tempo. Soltanto il tempo.

#LABIRINTO – Ep.3

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Fabio iniziò a muovere il mouse e riprese possesso del suo avatar. Osservò la ferita sul fianco della donna e cercò di tamponarla con la sua giacca.
Sapeva di avere solo pochi minuti per riuscire a salvarla.
Sentiva la crisi d’ansia arrivare.
Se fosse successo di nuovo lo avrebbero imbottito di farmaci come l’ultima volta.
Cercò di calmarsi e fece sollevare la donna. Una volta in piedi la fece appoggiare alla sua spalla e la accompagnó verso quello che era stato l’ospedale di Second Life.
Nella seconda schermata, accanto a quella del gioco virtuale, cercava tutorial su youtube su come fermare l’emorragia.
Giunti in ospedale, Fabio cercò la scritta “sale operatorie”.
Fece sedere la donna su una sedia a rotelle che trovarono all’ingresso e percorsero il lungo corridoio.

“Come stai?” Le chiese.

La donna non rispondeva. Stava perdendo troppo sangue. A ricordarglielo era la scia che stavano lasciando lungo il corridoio.
Entrarono nella sala e fece sdraiare la donna sulla barella. Era allo stremo delle forze.
Cercava di tenere a mente quello che aveva capito dei tutorial. Prese delle bende elastiche e del disinfettante. Ma non sarebbe stato abbastanza. Doveva rimuovere quella scheggia che spuntava dalla ferita. Avrebbe dovuto sederla.
Dall’altra parte della casa sua madre continuava a chiamarlo per il pranzo e aveva a disposizione poco tempo. Cercò di calmarsi e di analizzare quello che i tutorial dicevano.
Aveva sempre avuto paura del sangue. E stava pulendo una ferita di una donna che non conosceva. Toccò l’oggetto che fuoriusciva dalla pelle e si rese conto che non si trattava di una scheggia, ma di qualcos’altro. Pensò a un proiettile, ma era diverso, seppur la forma lo ricordasse.
Lo rimosse lentamente e tamponó la ferita, una volta fermata e disinfettata aveva bisogno di applicare dei punti. Pregò di non svenire.
La voce di sua madre era sempre più forte. Prese la corda anallergica e iniziò l’operazione.
La donna era ancora sedata. Sperava che il dosaggio dell’anestetico fosse sufficiente.
Poi la sentì urlare.
In quel momento la porta si aprì. Era riuscito a nascondere la schermata di Second Life.
Accanto a sua madre c’era una donna con un abito elegante ma sobrio. Aveva un mezzo sorriso forzato.

“Fabio, saluta la dottoressa. Dice che vuole sottoporti a dei controlli.”

“Fabio, vuoi vestirti e venire con me? Faremo tanti giochi. Ti va?”

Nelle puntate precedenti:

 

Prima puntata: Ep.1

Seconda puntata: Ep.2