A chi vende illusioni

Se avessi davvero scelto di scrivere, sarebbe tutto un altro discorso. Ma così non è mai stato. Era una necessità. Per questo non credo ai dispensatori di parole saccenti, a chi ha bisogno di una targa sulla porta, a chi sogna i soldi, più dell’adrenalina. A chi vende illusioni.  L’inchiostro non è un gioco, tanto meno un passatempo. E chi scrive solo dei colori più accesi e puri, semplicemente mente.

Importa

A chi vuoi che importi dei nostri pensieri, al passante che distrattamente cerca di rincorrere il suo treno, all’uomo che sta lavorando per coprire una buca nell’asfalto, alla donna che cerca il suo passato nella vetrina di un negozio, ai venditori di fumo pronti a trasformare il fumo in altro fumo. Importa a noi, alla necessità che abbiamo di guardarci oltre lo specchio.