La Chiesa di San Girolamo e Vitale a Reggio Emilia

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La Chiesa dei Santi Girolamo e Vitale di Reggio Emilia rappresenta un fenomeno particolare che a partire dall’anno 1300 ha visto riprodurre in diversi luoghi di Italia reliquie, ma anche il luogo sacro per eccellenza: il Santo Sepolcro. In questa chiesa infatti è possibile vedere diversi passaggi che riportano alla passione di Gesù Cristo, Scala Santa e Santo Sepolcro compresi. Questa chiesa viene aperta una sola volta l’anno, per le celebrazioni pasquali. La cosa che contraddistingue questa chiesa è la dinamica che porta a un’esperienza che emula il pellegrinaggio in Terra Santa. Proprio questa motivazione ha spinto a riprodurre elementi simbolici dei luoghi sacri che potessero permettere a chi non poteva intraprendere il viaggio verso la Terra Santa di fare il proprio cammino di fede e in particolare il pellegrinaggio verso il Santo Sepolcro. Le immagini allegate sono tratte dalla rete e hanno la sola funzione di mostrare questi luoghi, spesso poco conosciuti. Personalmente sono rimasto molto colpito dalla storia di questa chiesa, a tal punto dal farlo diventare un’ambientazione del mio romanzo #LaMacchinadelSilenzio.

Intelligenza artificiale e computer quantico

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Sia ne #LaMacchinadelSilenzio, sia ne #Lequazione, si introduce il tema del “modello numerico”. Che cos’è. Si tratta, per farla molto molto breve, di un’equazione, di una formula matematica, semplificando ancora, in grado di rispondere a determinate caratteristiche che dipendono dal tipo di utilizzo che si vuole fare dell’informazione. Esistono infatti modelli in grado di “prevedere” il meteo, di capire la voce umana, di individuare cosa inseriremo domani nella lista della spesa. Tutte applicazioni molto semplici, ma che ci portano a un tema che domani diventerà fondamentale. Costruire un’intelligenza artificiale. Ovvero fare in modo che un computer, una macchina, ragioni come il cervello di un essere umano. Oggi esistono diversi esperimenti fatti da Google, Facebook e diversi altri colossi della tecnologia, ma tutto si ferma di fronte alle capacità attuali degli elaboratori, dei computer, in sostanza. Ma anche da questo punto di vista siamo di fronte a un’innovazione che ben presto cambierà tutti i nostri punti fermi e farà elevare esponenzialmente le capacità di calcolo a oggi disponibili. Sto parlando del Computer Quantistico, che utilizzerà un sistema che supererà i limiti dell’attuale informatica. Si passerà da un sistema che fino a oggi utilizzava nei suoi codici o lo zero e l’uno, con un sistema che rende possibile che allo stesso momento un valore possa essere sia zero che uno. Parliamo, infatti, di fisica quantistica. Un sistema che sembra incomprensibile, ma che governa l’universo intero. Per concludere, il modello numerico non è che la chiave di volta di un sistema molto più complesso che ci circonda. Ma il tema forse più delicato è: quanto un’equazione potrà davvero simulare la mente umana? Sarà in grado di sostituirla?

Il mistero del Monte dei Cappuccini a Torino

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Chi è stato a #Torino ha sicuramente notato il Monte dei Cappuccini. Si tratta di quella graziosa collinetta con in vetta la chiesa barocca di Santa Maria al Monte, affidato ai frati Cappuccini, da cui si deve il nome. Lo si può vedere anche da Piazza Vittorio, sulla destra rispetto alla Chiesa della Gran Madre. Proprio nel ventre di questa collina si celavano i laboratori di Paleoclimatologia dell’istituto dello Spazio Interplanetario, poi passati sotto Cnr e in seguito all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Qui venivano svolti studi riguardanti frammenti di informazioni provenienti dallo spazio. Alcuni di quei locali sono stati utilizzati come bunker antiatomici. In Italia esistono diverse stazioni che monitorano le informazioni provenienti dallo spazio, una si trova nei laboratori del Gran Sasso, con lo scopo di ottenere informazioni sulle origini della terra, sulla relazione con il Sole e in particolar modo sul Big Bang. Questo è un tema che mi ha affascinato sin da subito e fa parte sia de #LaMacchinadelSilenzio che de #lequazione. I miei studi sono ancora in corso e chissà che nel prossimo capitolo non possano emergere ulteriori curiosità. Io credo di sí.

Chi è Matilde di Canossa?

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È stata una potente feudataria, grande sostenitrice del Papato e in particolar modo di Gregorio VII, noto della Riforma e di una forte contrapposizione all’imperatore Enrico IV. Difese il Papato fino all’ultimo, sfruttando anche la posizione strategica dei suoi possedimenti che comprendevano Lombardia, Emilia, Romagna e Toscana. Il centro e fulcro era Canossa, nell’Appennino reggiano. La sua influenza sulle opere d’arte, religiose e architettoniche è chiaramente visibile in diversi dei luoghi che per lei sono stati strategici. Uno dei luoghi che ho potuto studiare per il mio romanzo #LaMacchinadelSilenzio è stata proprio Reggio Emilia e tutta la sua provincia, che comprendeva la rete militare imponente che permisero alla Gran Contessa di esercitare la sua influenza e potere contro l’imperatore Enrico IV. Nel romanzo ho narrato la storia di un luogo noto come Chiesa di San Girolamo, noto per la riproduzione della Scala Santa del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Una storia che parte da molto lontano e che ci riporta ai Cavalieri Templari. Argomento di cui parleremo presto. #matilde #canossa

La trama. Una nuova puntata di #makingnovel

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La trama. Un enigma che milioni di scrittori hanno cercato di decrittare, che nella sua semplicità nasconde al suo interno migliaia di altri enigmi. E ognuno di essi è probabilmente irrisolvibile. Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire qual è la parola chiave per capire come funziona una trama: climax. Un oscura parola, lo so. Ma è fondamentale. Si tratta di creare una sequenza di scene con intensità gradualmente crescente, seguite poi da una sequenza discendente, detta anticlimax. L’obiettivo è di attrarre l’attenzione del lettore e portarlo con il giusto grado di attenzione e coinvolgimento alle scene determinanti, giocando su pathos ed emotivitá. L’anticlimax ci servirà per “rallentare” la storia, farla “decantare” per poi riportarla alla successiva scena più intensa. Ma attenzione, questo diventa anche il momento di costruire per costruire le ragnatele di informazioni, collegamenti e indizi, che ci possono portare con efficacia alla risoluzione dei nodi della trama e alla risoluzione dei conflitti. Un meccanismo costruito per coinvolgere il lettore e mostrargli una sequenza di eventi che sveleranno gradualmente i passaggi e i collegamenti tra personaggi, informazioni e azioni. Ogni scena sarà caratterizzata da diverse intensità e contenuti a seconda dell’effetto che voglio ottenere. Consiglio di riportare scene e collegamenti su schemi e riferimenti tra le varie parti della vostra trama su carta. Nel finale dovrete quindi raggiungere il picco di intensità di narrazione, aumentando tensione e pathos. Questa sarà la fase in cui tutti i conflitti verranno risolti e ogni collegamento, svelato. Che si tratti di un thriller o una storia d’amore, la trama gioca un ruolo determinante per la creazione di una storia scorrevole e coinvolgente. Ma entriamo nel vivo, come si crea un dialogo e a cosa serve farlo bene? Ne parleremo nella prossima puntata di #makingnovel.

Come si crea un personaggio? #makingnovel 

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Come si creano i personaggi? Nella prima puntata di #makingnovel vi ho parlato della genesi di un romanzo e ci siamo lasciati proprio con questo tema. La creazione dei personaggi è un momento importantissimo del lavoro. Oltre alle caratteristiche fisiche é fondamentale costruire il carattere, particolarità e soprattutto la storia di ognuno di essi. A partire dal o dai protagonisti. Un protagonista in una storia svolge un ruolo essenziale, così come determinante è la sua crescita nell’ambito della trama che si va a raccontare. Vive un conflitto. E voi dovrete aiutarlo a superarlo, affrontando le sue paure e le difficoltà. Dovrete conoscerlo come voi stessi. E forse meglio. É importante quindi prestare molta attenzione alle componenti psicologiche. Può essere molto utile l’osservazione delle dinamiche sociali, magari prendendo come esempio soggetti che possiedono caratteristiche simili a quelle dei personaggi di cui vorrete scrivere. Un’altra dinamica che può apparire scontata, ma che non lo è affatto, è questa: se c’è un personaggio buono, non può mancare quello cattivo, colui che si opporrà al raggiungimento degli obiettivi del protagonista e al superamento del conflitto. Ne #LaMacchinadelSilenzio il conflitto del protagonista riguarda il rapporto con il padre e con un passato che gli ha portato via una parte di sé. Il protagonista durante lo svolgersi della trama scoprirà molte cose di se stesso, in altre parole, crescerà. Ora non resta che analizzare come costruire la trama.

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