Bibbiano. Quanto vale la strumentalizzazione

Pubblicato il Pubblicato in Articoli, Attualità, Pensieri

Bibbiano. Il teatro macabro degli eventi legati alle perizie per l’affidamento di bambini. L’indagine è in corso e tra gli indagati risulta esserci anche il Sindaco del Comune di Bibbiano. Questo è lo scenario che invita Di Maio a definire il Pd come il Partito di Bibbiano. Ecco, io da elettore Pd sono schifato da questa associazione. Potrei chiuderla dicendo che quando non si hanno più argomenti perché l’alleato di governo ti ha sopraffatto, ma non è questo a farmi riflettere. La giustizia deve intervenire laddove ci sono illeciti e rimuovere i personaggi che ne hanno fatto parte, ma resto dell’idea che ci vogliano i fatti prima di condannare qualcuno. E al momento si tratta solo di indagini. Personalmente sono scettico sul coinvolgimento politico in casi che coinvolgono specializzazioni così marcate. La cosa che a me indispone è la strumentalizzazione di un caso simile per portare acqua al proprio mulino e riconquistare un po’ di consenso, lo stesso meccanismo viene applicato anche sul caso Lega Russia. Ci siamo abituati a giudicare fatti che spesso non ci sono. Credo che qualunque politico non riesca nemmeno a credere alle storie che stanno emergendo dall’indagine di Reggio Emilia, ma che sarà convinto a chiedere che i responsabili siano puniti. Ma al momento queste condanne ancora non ci sono. Compito di un governo dovrebbe essere quello di velocizzare la giustizia, piuttosto che instillare l’idea che per condannare qualcuno sia sufficiente la volontà di attirare consensi o peggio ancora accusare intere aree politiche e rispettivi elettori. Questa è superficialità e inadeguatezza a un ruolo così delicato, quello di Ministro. Lo scrivo spesso che ci sono cose su cui non si può scherzare e siccome la dichiarazione di Di Maio si configura come qualcosa di anche più grave penso che quelle dichiarazioni siano semplicemente intollerabili. Tema diverso e assolutamente vergognoso e quanto sta emergendo dal caso Bibbiano. A quanto pare il responsabile della struttura Hansel e Gretel di Moncalieri non è più gli arresti e l’unica accusa pendente riguarda gli affidamenti diretti fatti dall’amministrazione, tema importante, ma che nulla c’entra con le pratiche macabre descritte da chi urla alla vendetta. Questo è già un fatto, mi chiedo se Di Maio ne sia a conoscenza, per esempio. Un’altra cosa, dubitare del sistema giudiziario per avvalorare le tesi di personaggi che hanno fatto la loro fortuna izzando le folle non è mai una scelta assennata. Consiglio di seguire bene le vicende prima di entrare nel coro a urlare soluzioni drastiche.

Nutrimento

Pubblicato il Pubblicato in Articoli, Pensieri, Poesie

Avevo chiuso la porta alle mie spalle, non sarei mai più tornato a farmi trattare in quel modo. Sentivo ancora addosso i graffi delle sue parole, degli sguardi che tradivano quel sentimento che non c’era più. Tradivano la mia fiducia in un mondo che pensavo di conoscere. Può una porta difenderci davvero da noi stessi? Ci illudiamo sia possibile, quando sappiamo che non è così. C’è ancora della lasagna congelata in frigo, stasera mi nutrirò di quella, il mio contorno sarà quel sapore di amaro. Quello che resta quando una storia finisce, quanto il ticchettio dell’orologio fa così rumore da assorbire il suono del silenzio.

Photo by Marcus P. on Unsplash
Text by Daniele Mosca

Oltre ogni modo

Pubblicato il Pubblicato in Articoli, Attualità, Narrativa, Pensieri

Colpevole oltre ogni modo, le mani insanguinate. Le sirene suonano in lontananza, ma sono sempre più vicine. Il suo corpo giace in terra. È successo tutto troppo in fretta. E io non volevo ucciderlo. La mia vita sta per spezzarsi, distrutta dall’alcool che inghiottiva ogni notte. Mi gira tutto intorno, ho voglia di piangere, ma nessuna lacrima potrà mai scendere per quello che doveva essere mio padre. Vorrei poter scappare, ma nessuno può mai farlo davvero. A condannarmi, sono stata io stessa. Quando ho deciso di difendermi.

Photo by Fernando Aguilar on Unsplash
Text by Daniele Mosca

Quanto dura la campagna elettorale?

Pubblicato il Pubblicato in Articoli, Attualità, Pensieri

Quanto dura la campagna elettorale? Ce lo chiediamo ormai da diversi anni. Un bombardamento mediatico di faccioni che promettono, promettono, fino allo sfinimento. Punti di vista spesso diametralmente opposti che cercano di convincere sulla bontà delle tesi proposte. Dai vaccini al revisionismo storico, ogni tema sembra avere più chiavi di lettura, pochi la capacità di trarne davvero delle valutazioni oggettive. Ma cos’è la politica? Un modo per accordarsi e darsi delle leggi con la più ampia condivisione possibile. Nella storia non mancano le derivazioni, esistono ancora oggi in diverse zone del mondo. Ma la nostra realtà è sempre stata strana. Esiste solo quello che viene raccontato e nella versione che viene proposta. Esistono quindi più verità? Probabile. Ogni punto di vista ne ha. Anche i più oscuri. Il rischio del nostro tempo, l’ho scritto già molte volte, è la velocità con cui le varie tesi viaggiano, senza lasciare il tempo di far sedimentare le informazioni. Così a prevalere sono i sentimenti più atavici, come la paura, la paura, il sesso. Quest’ultimo è difficile da individuare nel teatro politico, molto di più in quello sociale e social, in generale. La televisione ne ha modificato l’approccio, rendendo pruriginoso ogni cosa, legami compresi. Un modo come un altro per distogliere l’attenzione. Anche questa è una tattica politica, lo è da sempre. Ma torniamo alla domanda iniziale: quanto dura la campagna elettorale? La fine non esiste, poiché la vita è di per se una forma di politica e in tutti gli ambienti abbiamo bisogno di una rappresentanza, un accordo. Una soluzione. Inevitabile che si cerchi il consenso sempre e comunque. La difficoltà sta nel filtrare le informazioni, in un momento storico in cui gli ideali sono in crisi e non c’è più nulla in cui riconoscersi. Questo spiega perché molti preferiscono votare per gli idoli della tv o per se stessi, ma siamo sicuri di essere una garanzia per gli altri?

Photo by Corriere

Text by Daniele Mosca

Le cose buone

Pubblicato il Pubblicato in Articoli, Attualità, Pensieri, Poesie

Hanno fatto anche cose buone.
Hanno costruito il sistema sociale.
Hanno bonificato le paludi.
Facevano rispettare le regole.

Dobbiamo essere obiettivi.

Hanno ucciso prigionieri politici.
Deportato ebrei e minoranze.
Bruciato i libri.
Imposto il pensiero di regime.
Ucciso la libertà di pensiero.
Creato un mondo di paura.

Dobbiamo essere obiettivi.
Obiettivi di questo nuovo fascismo,
travestito da giustizialismo.

Nessun regime.
Nessun pensiero imposto.
Nessuna discriminazione.

Si chiama libertà.

Photo by Unsplash

Text by Daniele Mosca

Dormi. Veglia.

Pubblicato il Pubblicato in Articoli, Attualità, Pensieri, Poesie

Dormi. Veglia.
Non fidarti.
Il suo respiro è alcool.
Può infiammare.
E bruciarti.
Dormi. Veglia.
Perdere il controllo,
vuol dire perdersi.
Resta attenta.
I rumori sono una traccia.
I suoni nella mente.
I brividi mancati.
Una sagoma nel buio.
É una paura senza volto.
Dormi. Veglia.
Quel livido ti impedisce di vedere,
eppure non stai dormendo.
Accadrà ancora.
Lo sai.
E non vorresti saperlo.
La realtà è una bestia.
Un cocktail alcolico.
il cui sapore è dolce,
ma dal retrogusto amaro.

Photo by Unsplash
Text by Daniele Mosca

Tutti ne parlano senza averla letto, ecco cosa penso dell’Analisi costi benefici sulla Tav

Pubblicato il Pubblicato in Articoli, Attualità, Pensieri

Tutti ne parlano, nessuno l’ha letta. Parlo dell’analisi costi benefici sull’opera Tav. Per curiosità sono andato a scaricarla e a leggerla, ho trovato una perizia di parte con dati presi un po’ da tutte le parti e raffazzonate in grafici per avvalorare una tesi che è già chiara dalla prima pagina: la tav non serve e qui ve lo dimostreremo. Tralasciando sui vari capitoli che cercano di denigrare le affermazioni di Foietta (ma non era una relazione tecnica) , si intravedono concetti antichi anche se fossimo ancora negli anni ottanta. Il traffico su gomma conviene, perché, dicono, ci sarà comunque meno traffico e quel poco può essere smistato su altre infrastrutture, sempre autostradali. Chicca finale: i pendolari. Nemmeno le infrastrutture a corollario dell’opera sono così necessarie, perché, diciamolo, treni ce ne sono già tanti, così come le strade che funzionano, per chi vuole andare in auto e sono pure scorrevoli. Quindi, che ci frega di andare a Lione? Il mio è un sunto di parte, ovviamente scritto da uno che attende con impazienza che il treno arrivi a Orbassano (sí, una di quelle opere a corollario) e che spenderebbe molto meno tempo e soldi per andare a lavoro, oltre a inquinare meno. Ma, in fondo, mica devo andare a Lione, io. Il tema è questo: o si è tecnici o si è politici. Questa commistione strumentale non è che una presa in giro, sia per chi crede nella realizzazione di un’opera come investimento sul futuro, ma anche per chi è contrario, per tutte le sue legittime ragioni.
#SiTav
#NoTav
#ForseTav

Oggi è San Valentino, ma io ricordo Marco Pantani

Pubblicato il Pubblicato in Articoli, Attualità, Pensieri

Oggi è San Valentino, un giorno importante per tanti motivi, ma a me piace ricordarlo anche perché è stato il giorno in cui un artista che ho amato molto è stato ritrovato morto in un’anonima stanza di albergo di Rimini. Sto parlando di Marco Pantani. Distrutto dalla stampa, dalla sfortuna, dai cattivi incontri, non è riuscito a vincere l’ultimo gran premio della montagna. Abbandonato da tutti, perso nel tunnel della droga, è uscito di scena in silenzio, ma per molti di noi è ancora qui ed è ancora un esempio, nonostante chi cerca di screditare, puntare il dito, fare del male, a me piace ricordarlo con la sua bandana a sbaragliare e lasciarsi alle spalle gli avversari. La sua fragilità era anche la sua forza, non dimentichiamolo quando ci perdiamo e rimaniamo soli. Non dovremmo mai vergognarcene.
#SanValentino
#MarcoPantani

Io sono mia, la storia di Mia Martini

Pubblicato il Pubblicato in Articoli, Attualità, Pensieri, Recensioni

#iosonomia mi ha fatto riflettere, nonostante conoscessi bene la storia di Mia Martini. Non sto a dire che la splendida interpretazione di Serena Rossi abbia ridato vita all’artista con maestria, talento e professionalità, ma a farmi pensare sono state le scene in cui è stato raccontato l’isolamento in cui Mimì è stata relegata, fino a essere costretta al ritiro. Ricordo di avere iniziato a seguirla con il brano “Almeno tu nell’universo”, poco prima di iniziare a seguire anche Marco Masini. Anche quest’ultimo ha vissuto quell’incubo. Ho visto con i miei occhi la gente allontanarsi, i palazzetti svuotarsi e poi anche i locali più piccoli. Sono però orgoglioso di averlo supportato anche in quei momenti, andando ai suoi spettacoli, cantando le sue canzoni, comprando i suoi dischi. Quello che mi piacerebbe sapere sono i nomi degli artisti che non volevano entrambi sul palco. Sarebbe ora che questi personaggi iniziassero a togliersi la maschera di chi davanti alle telecamere recita “Mimì, quanto le volevo bene”. Chiusa la polemica, resta che “Io sono mia” sia una bella fiction, un ottimo ritratto che rende giustizia a Mimì. Ma c’è ancora molto lavoro da fare in un mondo, quello dello spettacolo, cinico, perfido e tante volte ignorante .

I nostri pensieri

Pubblicato il Pubblicato in Articoli, Attualità, Poesie, Presentazioni

Ci cambiano,
legano i nostri pensieri.
Ci comprano,
con le nostre illusioni.
A regalare, siamo noi.
I nostri sogni.
I momenti importanti.
Cerchiamo consenso,
perché non troviamo noi stessi.
Siamo le vittime.
Siamo i carnefici.
Duri che hanno paura del buio.
Un sentiero di spine.
E corrente alternata.
Ci cambiano,
rubano i nostri pensieri.
Fiabe moderne,
in una realtà alterata.

Photo by Unsplash
Text by Daniele Mosca