Intervista ad Amelia Tipaldi, autrice del libro “Come si fa il latte della mamma”

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Vi ho parlato del nuovo libro “Come si fa il latte della mamma” di Amelia Tipaldi e Carlotta Passarini. Ecco una breve intervista all’autrice del testo Amelia
Mamma, raccontami una storia

Come è nata l’idea di questo libro?

L’idea è nata già dieci anni fa con la nascita del mio primo bambino,
cercavo libri per bambini che parlassero di allattamento, ce n’erano
pochissimi.
Si vedevano soprattutto neonati con ciucci e biberon. Ho pensato che mi
sarebbe piaciuto scrivere un libro per bambini che mostrasse la mamma
allattare.
Nel frattempo ho avuto altri due bambini e sono diventata consulente alla
pari per l’allattamento al seno.
Una notte di un anno fa circa ho scritto una poesia che rispondeva alle
domande che fanno i bambini e le mamme sull’allattamento.
La poesia ha avuto un grande successo su Facebook ed è arrivata al Leone
Verde che ha deciso di pubblicarla.

A chi è rivolta la tua opera?

Il libro è per i bambini che si pongono domande tipo da dove viene il latte
della mamma? Domande che si pongono ad esempio quando nasce il fratellino.
Ma è un libro adatto anche alle mamme che allattano e alle mamme in attesa
per augurargli un buon allattamento.

Affronti il tema del senso di colpa della mamma, sia quando ha paura che non
potrà allattare, sia quando non sa quando sia il momento giusto per
smettere, esiste un momento giusto per ogni cosa?

Ogni allattamento è una storia a sè, io stessa ho allattato i miei tre
bambini e con ognuno è stato diverso, durata, approccio ecc.. ogni mamma sa
cosa è meglio per sè e per il suo bambino.
Spesso invece molti interferiscono dettando tempi e modalità e questo crea
ansie e sensi di colpa.

Ci racconti perché hai scelto un formato che unisce parole e immagini
(splendide, tra l’altro)?

E’ stata una scelta naturale, la poesia è una forma di comunicazione molto
versatile e se affiancata da illustrazioni viene arricchita ancor di più di
emozioni che restano indelebili.
Le illustrazioni per i bambini più piccoli può offrire ulteriori spunti di
riflessione e per le mamme può essere una fonte di ispirazione.

Qual è il consiglio che senti di dare a una neo mamme che si appresta ad
allattare?

Di avere fiducia in se stesse e nel proprio bambino e nel caso si avesse
qualche difficoltà iniziale non aver paura a chiedere il supporto di
esperti.

Ti vedremo in giro prossimamente per parlare del tuo libro?

Il 19 ottobre sarò all’ospedale di Settimo Torinese durante il convegno
“Gocce di Latte”
Alcune associazioni di sostegno alle mamme mi hanno chiesto di presentare il
libro nelle loro sedi, stiamo definendo le date.
Vi terrò aggiornati di sicuro.

Ringrazio Amelia per la gentile collaborazione.

Il calore della neve di Sabrina Grementieri – Anteprima

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Il calore della neve: un ossimoro nel titolo che si rispecchia in copertina. Un giovane volto femminile lentigginoso incastonato in riccioli ramati che contrastano con il maglione di lana azzurra. Il viso di Angelika. Il rosso e il blu: una tonalità calda contro una fredda.
Dal 23 ottobre in libreria e presto sul blog #causaedeffetto.

#sabrinagrementieri #ilcaloredellaneve #letture #recensioniromanzi

“Come si fa il latte della mamma?” di Amelia Tipaldi e Carlotta Passarini

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“Come si fa il latte della mamma” é un albo illustrato essenziale per le neo mamme, racconta quanto sia importante l’allattamento del proprio bambino e quanto possa aiutare nella crescita del neonato. L’autrice del testo è Amelia Tipaldi, ingegnere, mamma di tre bambini e consulente alla pari per l’allattamento, mentre le splendide illustrazioni sono opera della bravissima illustratrice a Carlotta Passarini. Edito da Il Leone Verde piccoli, questo libro è già un successo. Una storia nata sul blob “mamma, raccontami una storia” e che diventa un veicolo per sensibilizzare le mamme a riscoprire la tecnica naturale dell’allattamento, anche di fronte a un mercato che propone diverse soluzioni artificiali, ma che mai potranno avere lo stesso valore del latte materno. Per questo è importante scoprire “Come si fa il latte della mamma”.

La leggenda del ragazzo che credeva nel mare di Salvatore Basile

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“La leggenda del ragazzo che credeva nel mare” è un romanzo che appassiona e che si fa leggere piacevolmente. Il protagonista è Marco, un ragazzo che è stato abbandonato dai genitori e che scopre, complice un sentimento verso una bella nuotatrice, la passione per i tuffi. Inizia a sperimentare di nascosto quest’arte e scopre di essere decisamente portato. A pensarlo è proprio Virginia, la nuotatrice. Un giorno lei lo invita a una gita al mare con i suoi amici. Marco per fare colpo su Virginia e per gelosia nei confronti del compagno della ragazza, deciderà di tuffarsi da una altissima scogliera facendosi male e perdendo l’uso delle gambe e del braccio sinistro. In soccorso arriverà Lara, una brava e paziente fisioterapista, che durante le cure noterà una voglia a forma di stella sulla spalla di Marco, che scateneranno in lei un vortice di ricordi e sensi di colpa. Perché lei ha già conosciuto Marco. Un romanzo che attrae, che, pur proponendo una storia non del tutto originale, riesce a emozionare. Salvatore Basile mostra anche in questo caso, dopo il successo del precedente romanzo “Lo strano viaggio di un oggetto smarrito” la sua abilità narrativa.

Bourne Affaire di Robert Ludlum – Eric Van Lustbader

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Bourne Affaire di Eric Van Lustbader, l’autore che ha proseguito la saga ideata da Robert Ludlum, è un thriller che sfocia nel romanzo di avventura. Bourne è sempre un personaggio affascinante e in questa avventura si ritrova nel bel mezzo di un intrigo internazionale che ha per attori Nsa, Cia, mafia russa. Al centro un potente virus informatico che sta per essere messo all’asta tra le realtà più oscure del mondo. Dal Corno d’Africa agli Stati Uniti, fino alla Russia, in una corsa contro il tempo per fermare l’asta. Bourne e Mala creano una strana affinità, mentre spie e agenti seguono le loro mosse. Il progetto Bourne sta per essere attivato e solo Bourne sembra possedere la chiave che il suo amico Karpov gli ha lasciato prima di morire. Un romanzo non proprio originale, ma sicuramente avvolgente e leggibile.
#bourneaffair

“La scrittrice del mistero” di Alice Basso

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Con “La scrittrice del mistero” Alice Basso conferma le sue capacità di creare storie che miscelano noir, commedia, ironia e una quantità spropositata di citazioni, letterarie e musicali. Un mix gradevole e leggibilissimo. La protagonista é Vani Sarca, così come nei precedenti romanzi, una ghostwriter che collabora con la polizia nelle indagini e in particolare con il commissario Berganza, con il quale ha appena instaurato una surreale relazione sentimentale. Non manca il triangolo con l’ex fidanzato Riccardo, scrittore di successo, che in questa storia vestirà una parte scomoda: è vittima di uno stalker. Il lavoro che il suo capo Enrico le affiderà sarà di collaborare con lo scrittore Henry Dark, una leggenda del thriller. Qualcosa lega Henry Dark a Enrico, insomma, una storia che si allaccia alle precedenti puntate creando suspence e garantendo divertimento e una bella scrittura tecnicamente perfetta. Assolutamente da leggere.

Il tempo dell’inquietudine di Jesper Stein

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Parliamo del romanzo “il tempo dell’inquietudine” di Jesper Stein. Si tratta di un thriller ambientato in Danimarca. Il protagonista è Axel Steen, un poliziotto che ha una fottuta paura di morire e che vive il disordine mentale provocato dalla fine del rapporto con la sua ex moglie Cecile e con la figlia contesa tra i due. Soffre di insonnia e per riuscire a dormire fa uso di hashish. La sua prima indagine riguarda la morte di un uomo nel cimitero di Assistens durante i disordini provocati dagli autonomi. Pesanti sospetti ricadono sulla polizia e a peggiorare le cose compaiono degli uomini dei servizi segreti del Pet. Traffico di droga, centri sociali, giornalisti disposti a tutto per scrivere un articolo e una serie di risvolti personali portano Axel a indagare su una donna con cui ha avuto una storia, lei è l’ex compagna della vittima. Questo lo metterà in cattiva luce con i superiori. Un noir intrigante anche se non velocissimo, trama con molti incastri e temi sociali. Interessante.

Sete di Jo Nesbo

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Harry Hole é un mito. Questa é una certezza. Il protagonista ideato da Jo Nesbo è sempre una garanzia, così come trame e le ragnatele letterarie costruite da questo geniale autore. Sete raccoglie l’eredità del passato burrascoso di Hole e apre scenari inquietanti. Un killer spietato sembra tornato dal passato. E ha molta sete. Un romanzo da brividi.

Recensione del romanzo “Osservatore Oscuro” di Barbara Baraldi

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Barbara Baraldi è una regina del thriller, lo sappiamo bene. Con il nuovo romanzo “Osservatore Oscuro” raggiunge dei livelli narrativi altissimi. E lo fa dopo aver già scritto e pubblicato un romanzo, una bomba a orologeria, come “Aurora nel buio”, in cui ha dato vita a un personaggio che nulla ha da invidiare ai più famosi “colleghi”, come Harry Hole, il leggendario commissario creato dalla penna di Jo Nesbo. La protagonista si chiama Aurora ed è una ex profiler dell’FBI, spostata da Torino nella bassa emiliana dopo un evento che ha visto morire il suo ex compagno di lavoro e di vita. In questa storia Aurora dovrà fronteggiare ancora una volta le sue paure e il suo passato, perché il killer ha lasciato una scritta per lei su un cadavere. Il suo nome. Sarà una corsa contro il tempo per fermare la carneficina, tra attacchi hacker, gruppi nazisti e malavitosi. Una trama a orologeria, che pone al centro della storia, oltre ad Aurora, diversi suoi colleghi tra i quali Tom Carelli, Silvia Sassi e Bruno Colasanti, la cui sete di vendetta che lo riporterà a tirare fuori un passato oscuro. L’indagine costringerà Aurora a coinvolgere il suo mentore Isaak Stoner, grande amico e collega di suo padre. Ci sono quindi tutti gli elementi per una caccia spietata al killer, ma anche un mondo parallelo di introspezione e sensi di colpa, di amori e sentimenti che non possono nascere. Ombre che tornano dal passato e si proiettano in un futuro che sembra sin troppo vicino da far paura. Barbara Baraldi sa dosare inquietudine, paura, rabbia, amore, solitudine e voglia di andare avanti, nonostante tutto. Una scrittura bella e avvolgente, personaggi ben studiati e calibrati su un territorio che all’inizio appare lontano, inadatto a questo tipo di storie, ma che poi man mano ci svela una cosa importante: il male è ovunque. E spesso può spingersi sin dentro di noi.

Torino, la città del thriller

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Torino sembra una città nata per fare da ambientazione a romanzi cupi e sinistri. Quando ho iniziato a lavorare a #lequazione ho potuto vedere con i miei occhi la Torino Sotterranea, i cunicoli bui, costituiti dagli antichi tunnel dell’assedio alla cittadella, dei bunker, degli infernotti, dei passaggi segreti che collegavano i palazzi nobiliari per garantire vie di fuga sicure. Un mondo che si sviluppava sotto le strade raffinate ed eleganti di una città che stava cambiando. Quel mistero e quei segreti sono rimasti sepolti e nascosti da occhi indiscreti. Ed è proprio questo che spinge chi vuole scrivere di Torino a entrare in questa nuova dimensione, così occulta e segreta.