Parliamo del romanzo “L’ultimo tango” di Michele Scaranello

Un ritratto struggente di un uomo che nasconde il suo male alla sua famiglia, che sta per perdere tutto per tentare di curarsi. La moglie lontana e ignara, una figlia morta anni prima a causa dello stesso male che alberga in lui e altri due figli a cui vorrebbe poter lasciare un futuro. Ma tutto diventa difficile e sarà un ballo a fargli rivedere uno spiraglio. Un tango, forse l’ultimo, con l’infermiera che lo ha aiutato a lenire i postumi delle chemio che di nascosto va a fare a Milano. La fine imminente gli farà riscoprire la Bari della sua infanzia, l’amore per la sua famiglia e per se stesso. La forza di non volersi arrendere. La voglia di ballare ancora un’altra volta con Nina. L’ultimo tango é un flusso di pensieri e immagini, di sentimenti e rabbia, di rinascita e impotenza, ma é la forza quella che emerge. La forza della vita aggrappata a ogni parola, speranza. Sogno. Michele Scaranello disegna con maestria una storia che emoziona, provoca il magone, ma che esorta a combattere. Nonostante tutto. Contro ogni avversità, anche quella che appare insormontabile. Un bel libro.

Cos’é un thriller. Prima puntata: Jo Nesbo

​É difficile raccontare cos’è un thriller. Per farlo bisogna descrivere quelle storie che in qualche modo rappresentano delle pietre miliari della narrativa moderna. Per questa nuova rubrica inizierei con il parlare dei romanzi di Jo Nesbo e in particolar modo della serie che ha come protagonista Harry Hole. Un protagonista sporco, che ha dentro di sé il male e il bene. Le trame sono complesse, spesso costruite per chiudersi in romanzi successivi. I personaggi sono molti e hanno radici stratificate, proprio perché necessari al narratore per scavare e confondere per arrivare alla soluzione della storia e alla crescita del protagonista. In questo caso si tratta di polizieschi, quindi ci si trova davanti a indagini che tante volte sembrano finire in punti morti. Appunto, sembra. Ma mai nulla é fine a se stesso. Per leggere questi romanzi serve attenzione e memoria, oltre a una buona dose di capacità di rimanere lucidi. Uno dei vizi di Harry Hole é l’alcol, un male che spesso lo mette fuorigioco, ma che, paradossalmente, tante volte lo salva. Sono storie non facili da leggere, non per tutti. E proprio per queste particolarità che hanno molto da insegnare a chi scrive e a chi legge, perché una buona architettura narrativa é alla base di un buon racconto che, per sua natura, può non piacere, ma che non può non attrarre sfruttando il lato oscuro di tutti noi. Ultimo concetto é il saper nascondere le carte, non dire, ma mostrare. Sarà il lettore a completare l’opera. 

Raccontarsi

Raccontarsi, non é abbastanza. La stanza buia, le parole gettate per terra. É perdersi, in nubi di inchiostro e un mondo, che é solo nostro.