Recensione romanzo “Io uccido” di Giorgio Faletti

Molte recensioni di questo libro premettono ciò che Giorgio Faletti è stato, io non lo farò. “Io uccido” è un romanzo d’esordio e che racconta senza ombra di dubbio una bella storia, e non è poco, in cui ci si può affezionare ai personaggi, come al protagonista Frank Ottobre con il suo passato burrascoso, al commissario Hulot e alle vittime, già, proprio a loro. Perché questa storia parla di omicidi efferati e particolari, firmati da una mente malata. Da un killer. E’ una corsa contro il tempo, veloce, alla ricerca delle tracce lasciate da un assassino non convenzionale. Tutto inizia con una telefonata in diretta alla trasmissione di successo di Radio Montecarlo “Voice”, condotta da Jean-Loup Verdier, e con quella voce che appare inquietante sin dalle prime scene che sussurra “io, uccido”. La trama è ben costruita e i colpi di scena ottimamente orchestrati. L’autore si sofferma molto sui particolari, ricostruendo gli ambienti minuziosamente, da un lato è un pregio, dall’altro rallenta un po’ la narrazione. In ogni caso le scene scivolano via fluide, verso un finale rocambolesco e pieno di sorprese. Come ogni storia che si rispetti, non possono mancare i sentimenti, la trasformazione di uomo, che alla fine di questo romanzo, appare come ritrovato e parlo del protagonista, l’eroe, Frank Ottobre. Si tratta di un thriller da leggere, piacevole e dinamico. Un ottimo esordio di questo autore, con una sceneggiature che ben si presterebbe alla realizzazione di una pellicola cinematografica.

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