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Recensione album “McMao” dei Management del Dolore Post-Operatorio

L’album “McMao” del gruppoManagement del Dolore Post-Operatorio è sicuramente originale è ricco di spunti interessanti. Un modo particolare di affrontare temi anche complessi, con sfumature a volte cupe ma cariche di significati. Il brano che apre il disco è “La scuola cimiteriale”, un pop ipnotico creato da metafore con parole taglienti. Un sound che sembra affondare le radici nella musica italiana geniale di Rino Gaetano e del rock del primo Celentano. “Hanno ucciso un drogato” è un pezzo con un sound tekno-pop con venature rock e testo profondi e coinvolgenti. Chiudendo gli occhi ricorda il primo Vasco. Quello rimasto nel mito per spregiudicatezza e coraggio di osare con una musica diversa. “Coccodè” racconta il tempo dell’ipocrisia, del rischio perfetto. Calcolato. Delle parole a metà tra inganno e verità. Il posto più pericoloso è proprio a un passo. “Oggi chi sono” è un brano in cui è il volto che racconta. Che nasconde. Che si vende nel mondo dell’immagine di carne e anime perse. Lo specchio del nulla. “Il cantico delle fotografie” è una ballata amara, dura. Un velo di rassegnata speranza. Di spietato realismo. Il brano “La pasticca blu” parla d’amore. Un gioco di cartone, di ruolo. Una verità svelata che altro non è che ciò che non siamo. Un amore retorico. Chimico. Cinico.  “James Douglas Morrison” è una canzone particolare. Rinnegare il demone, l’inizio, l’incipit di un ritorno di un maledetto sconto. Di una fiamma che brucia troppo in fretta. Fama. Fame. In “Requiem per una madre” è come dormire all’infinito. Sfuggire a un incubo fin troppo reale. Un bagliore di buio. Scontrarsi con una realtà meschina. Infame. Reale. “Il cinematografo” è una canzone in cui sono protagoniste le analogie cinematografiche, sogni troppo uguali. Banalità da ciak senza sorprese. Un quadro fin troppo vero. “Fragole buone buone” è un gioco di metafore e immagini più forti. Bel sound. “La rapina collettiva” è un gioco incantevole di specchi, intrecci di parole e concetti. Un ipnotico racconto. Duro e metaforicamente amaro. Un disco che ha come caratteristiche l’originalità unita a una ricerca musicale raffinata e a radici forti nella musica italiana e internazionale. Un mix di stili e un’elegante esecuzione e reinterpretazione della realtà creano un sound e un impatto musicale forte e convincente. Un bel disco.

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