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Recensione concerto di Zibba @ Fiumana – Parco Michelotti (Torino)

Ci sono cantautori e cantautori. Zibba sa inventare una realtà capace di unire la tradizione della musica leggera italiana con la novità, regalando sempre emozioni pulite, vere e appassionate. Quando i versi sono la miscela esplosiva che si avventura nella ricerca di un amore che si cela dietro il chieder niente in cambio, nella ribellione di una gioventù moderna che non riesce a trovare una propria identità, fino all’ironia del rapporto che unisce carnalmente un uomo a una donna, c’è l’essenza della poesia di questo artista e dei suoi musicisti. Questo idillio di note colorate di vita lo si può ascoltare nei pezzi che dal vivo rendono la propria anima agli ascoltatori senza condizioni. Lo spettacolo inizia con “Nella notte che verrà”, tratto dall’album “Senza smettere di far rumore” e prosegue con molte canzoni tratte invece dell’ultimo album “Una cura per il freddo”, come “Bonvojage”,  “Una parola illumina”, la travolgente “Ammami” e la dolcissima e intensa “Ordine e gioia”. Zibba sa scrivere testi con la penna intinta in inchiostro di nubi colme di pioggia e stelle appena nate. Le emozioni nel suo concerto si susseguono senza tregua come con la struggente interpretazione di “Anche se oggi piove” e nella ritmica di “Tutto è casa mia”. Quando le note sembrano accompagnare al termine di questo piccolo teatro della poesia si sentono brividi nell’aria con “Nelle sere di inverno”, “L’odore dei treni”, poi voglia di gridare e ballare con “Mahllamore” e “Margherita”, energica e vitale come sempre. Ma c’è una canzone che è sempre capace di portar fuori una lacrima impressa nei ricordi e nascosta tra i tasti bianchi e neri del pianoforte ed è “In una notte con solo due stelle”, forse la canzone che ogni cantautore vorrebbe scrivere. Ma come dicevo, ci sono cantautori e cantautori e Zibba in questo ha una marcia in più e sono proprio le sue note a descriverlo. Un concerto forse breve, ma ricco di sensazioni che è impossibile dimenticare. Bravissimo come sempre.

Pubblicato su causaedeffetto.it 

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