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Recensione album “Un alieno in mezzo agli esseri umani” di Cicco Sanchez

L’hip Hop proposto da Chico Sanchez nell’album “Un alieno in mezzo agli esseri umani” è interessante. Bella metrica e determinazione e lo si percepisce sin dall’intro “il Dono” e nel pezzo che regala il titolo all’album “Un alieno in mezzo agli esseri umani”. Non sempre ciò che non ti uccide poi ti rende forte, recita il pezzo che si chiama, appunto, “Forte” che racconta la voglia di andare avanti e di riuscire a realizzare un sogno, con il lavoro e la determinazione. “D’istanti” parla delle contraddizioni di vivere, e farlo con l’ambizione del palco, mentre il tempo spinge a fare luce sulle cose fatte e quelle da fare. “Come mamma mi ha fatto” è un pezzo duro, ma che rende giustizia alle rime urlate. Bella base, spinta e forte, rime che si intrecciano. Bell’arrangiamento e un ritornello che rimane in mente. “Via dal club” è un’istantanea tra sentimenti, musica e l’attesa di un nuovo giorno. “Errare Humanum est” parla delle motivazioni che spingono a scrivere, a cantare, a raccontare al mondo quelle emozioni che nascono dentro. “Terremoto” è prendere tutto, creare qualcosa. La musica gira nelle vene, e si sente. Il brano “Alla ricerca della felicità” esprime il dolore di una ricerca, di qualcosa di importante: la felicità. “Che storia” è un hip hop duro, un contrasto aperto con il mondo del rap, il brano sembra funzionare per orecchiabilità e per intreccio di parole, manca un po’ di originalità nel testo, poiché tratta di un temo abbastanza comune nelle canzoni hip hop italiane. “Mai più” ha le sembianze di una canzone d’amore, e, forse, lo è. Bella da ascoltare, evocativa. “Non basta mai” sembra una ballata intensa, piena di passione e intensità. Anche qui si parla di sentimenti, e lo si fa con la voglia di far passare le emozioni, di imprimerle nell’anima. “Frank Costello” racconta il freddo dentro, nei sentimenti. Tra i muri freddi della città. La paura di un domani, la necessità di spingere sull’acceleratore. Di vivere. L’album di Cicco Sanchez è una promessa. Ci sono racconti interessanti e tanta voglia di migliorarsi, ottima musicalità e basi che possono ancora migliorare. Non mi stupirei se presto lo sentissimo nelle radio nazionali, decisamente tecnico e rabbioso. Il cocktail giusto.

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