Poker

Dei castelli fatti di carta straccia, non restano che fiamme. Come l’inferno di cartone e musica, che riempie le stanze di un silenzio piccante. Ma giro dopo giro una giostra, mostra un mondo alterato, come volti in una stanza degli specchi. Gli occhi, che ne resta di un viaggio, se getti le carte migliori, nel poker delle emozioni che dimenticherai. Una sull’altra le mani di un gioco con cui imbrattare il tempo. E poi, soltanto poi, le fiamme.