Ho pensato alla pioggia

Ho pensato alla pioggia, alle incessanti gocce che riportano la vita. Come lacrime che spostano il dolore più in là, la rabbia oltre il confine tra pace e terra. Le luci stroboscopiche di una fuga in levare. Alzare gli occhi e prendere il tempo. Un ritmo incessante, un lampo oltre il paesaggio conosciuto. Tutto sembra diverso, nel momento stesso in cui cambia la scena. Dietro alle quinte c’è un mondo fatto di sfumature nuove. L’attesa del primo passo, quello che porta oltre le tende rosse. Quella lieve paura che porta il coraggio a nascondersi. E poi c’è quella sensazione che torna all’improvviso. Quella che porta a fare il secondo passo. E il terzo. Tutto diventa naturale, come la pioggia.