Parlo poco.

​Parlo poco. E a volte sogno troppo. Ad avere un pó più i piedi per terra ho imparato con il tempo, anche quando voleva dire perdere qualcosa di me. Rifletti, battiti per ciò in cui credi, pensa, impara. Tutti concetti che insegnano fin da bambino, poi, a un tratto, ti dicono di smettere di farlo. Proprio quando ci avevi preso gusto. C’è un album da completare. E tu sei una figurina. Te le ricordi le figurine? Hanno un nome. E una faccia. A me è sempre piaciuto scoprire la storia di quelle facce, perché avessero scelto di indossare proprio quella maglia e magari non un’altra. Ma una volta c’era la passione. E un prezzo da pagare. Oggi, nell’era dei risvoltini e delle facce da like, da saldo di fine stagione, io ho ancora voglia di riflettere, pensare, imparare, battermi per ciò in cui credo. Ho un nome, una faccia. E continuo a parlare poco.