Impercettibilmente 

Credo alle poesie che non sono mai state critte. Dalle mani stanche di chi la notte non può pensare. E raccoglie vite per strada. Dalle parole stanche di chi non ha più la forza per farlo. Dalle gambe tese perché è più importante scappare. Perché non è vero che il colore non conta. Di chi guarda un foglio bianco, i cui occhi sono immersi in un nuovo livido. E ha paura. Perché non è vero che si può sempre dire tutto quello che pensi. Di chi dorme. Ed é già molto, quando fuori riecheggiano boati. Di chi si é perso. Di chi fissa un muro, stringendo tra le mani un foglio, che sembra una condanna. Credo alle poesie, che solo gli occhi possono raccontare. Quando si abbassano, impercettibilmente.