Cosa serve per scrivere

É inutile negarlo, le storie d’amore finite sono una delle motrici migliori per scrivere storie. Costruiscono quella base di malinconia da cui attingere quando si deve raccontare cosa prova un protagonista. Io credo che in un racconto sia come nella realtà, sono sensazioni che apparentemente si dimenticano, ma che in realtà costituiscono quelle ferite che tante volte frenano nel lanciarsi in nuove storie. Soprattutto quando si cresce e si fa largo una forma di cinismo leggera, come quella pioggia fastidiosa che in inverno non vuole smettere per giorni interi. Ma non c’è storia in cui il protagonista non subisca una trasformazione, capita così di cambiare idea e rivalutare ogni cosa e ricominciare da zero. Di ripensare a quelle ferite e rivederle come qualcosa di più vicino, come passi necessari per arrivare a destinazione. Proprio per questo non posso rinnegare le parole più amare che ho scritto, perché fanno parte di me, come tutti gli altri momenti vissuti. Senza di essi non sarei semplicemente io. Ed è inutile negarlo, sono proprio quelle storie quelle che fanno riflettere su tutta la propria vita. Così quella malinconia diventa musica, amore, rabbia e sangue. Tutte quelle componenti senza le quali sarebbe praticamente inutile continuare a scrivere.