Chissà se

Chissà se potevo immaginarlo,
quando ti guardai la prima volta.
Parlavi del tuo romanzo,
come fosse un tuo bambino.
Come me, avevi scelto di scrivere.
E per scrivere bisogna imparare a conoscersi.
Venivamo da mondi diversi.
Timide meteore che si incontravano,
come dadi lanciati su un tappeto blu,
con numeri diversi.
Binari che si incrociano.
E la vita spesso fa tutto da sé.
Così, ci siamo parlati.
Ancora, poi ancora.
Chissà se potevi immaginarlo,
che saremmo diventati una famiglia.
Perché anche chi scrive può stupirsi,
anche della propria fantasia,
che all’improvviso diventa realtà.
Chissà se potevo immaginarlo,
quando ti guardai la prima volta,
che mi sarei innamorato di te.