A volte mi sembra di non conoscerlo per niente, Daniele Mosca.

A volte mi sembra di non conoscerlo per niente, Daniele Mosca. Di non comprendere le sue parole, le sue idee. Le provocazioni. Mi somiglia, tante volte si veste come me, ma allo stesso tempo mi spaventa per quello che scrive. La ferocia e l’amore. La rabbia e la passione. Quell’incrocio pericoloso di pensieri e ricordi che spingono me a scappare, lui, a scrivere. Quanto siamo diversi. Quanto uguali. Ho sempre sognato di saper scrivere come lui, io che ho sempre avuto paura di farmi notare. Vittima della timidezza, delle insicurezze che la vita ti getta addosso. Mi sembra di non conoscere la sua storia, perché lui se ne fotte. Lui scrive, millanta, deride, spara, si difende, inconsapevole di quello che penseranno dall’altra parte della penna. Io ci penso e resto prigioniero di me stesso, della paura che un giorno possa incautamente specchiarmi nello specchio e scoprire di avere la sua stessa faccia, i suoi occhi, la sua ferocia, l’amore, la rabbia e la passione. Io, che ho passato la vita a guardarlo salire sul palco, nascosto, al fondo della sala.

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Text by Daniele Mosca