“Io sono fuoco” è il nuovo album di Annalisa, un disco molto atteso. I brani “Dipende” e “Delusa”, si muovono nell’ormai collaudato stile da motivetto radiofonico, con qualche innesto di parole che puntano a dare un senso e un contenuto, purtroppo con un esito non positivo. Il disco continua con “Esibizionista”, un brano che anche in questo caso mette in discussione il ruolo dell’uomo, ma soprattutto del rapporto uomo donna. Come i pezzi citati prima, suona bene e Annalisa è bravissima, ma il risultato generale è troppo troppo leggero. “Maschio”, la conosciamo, ma ricalca quanto detto fin qui. “Avvelenata” ha un bel ritmo, poca sostanza. “Emanuela” affascina per un sound anni ’80, prova a metterci sopra un testo impegnato, più o meno come accade in “Chiodi”. “Io sono” é un brano che cerca di fare il punto rispetto all’album. “Amica” appare più appassionata e forse più vera. “Una tigre sul letto continua a parlarmi” è un po’ una sigla di chiusura. L’attesa era tanta per il pubblico, ma il risultato è scadente. Il livello non varia molto rispetto all’album precedente. Si parla di vortici e fiamme, ma la verità è che il valore di Annalisa non viene valorizzato, discorso a parte per “Piazza San Marco”, siamo di fronte a un album colmo di musichette, anni 80, ok, ma ritmi tutti troppo simili. Parole che vorrebbero, ma non arrivano da nessuna parte. Femminilità, femminismo, ci sarebbe di cui discutere, solo che qui non succede. Un vero peccato e un’occasione mancata.
