La serie Bosch: Legacy (Amazon Prime) si discosta dalla serie principale Bosch, seguendo la linea narrativa dei romanzi di Michael Connelly. Si colloca successivamente al momento in cui il detective Bosch lascia l’LAPD per intraprendere l’attività di investigatore privato. Rispetto ai romanzi, in questa serie viene dato un ruolo più rilevante alla figlia Madeline Bosch, che viene assunta come agente proprio nell’LAPD.
Con Bosch c’è il giovane hacker Maurice ‘Mo’ Bassi, che lo assiste nelle diverse indagini. Viene esplorato anche il lato oscuro del detective e viene messo in luce il rapporto fra lui e l’avvocatessa Honey Chandler, che in diversi momenti ricalca il ruolo dell’avvocato Michael Haller dei romanzi. Di questo personaggio ho già parlato nell’ambito della serie L’Avvocato di difesa, disponibile su Netflix.
Le serie Bosch: Legacy sono meno incisive rispetto alle ultime quattro della serie principale. Pesa un po’ il ricambio di diversi attori, che tornano solo con dei camei in alcuni episodi. In ogni caso, le trame sono sempre ben architettate e gradevoli, e lo sviluppo del rapporto tra padre e figlia è molto interessante, anche nel progredire delle due strade professionali intraprese dai protagonisti. La componente psicologica rappresenta un punto di forza della serie in generale.
Ultimo tassello, compare un nuovo protagonista tratto dai romanzi, il detective Renée Ballard, chiaro segno che la storia continuerà. Per chi ama i polizieschi, Bosch può considerarsi un classico. Personalmente, ho apprezzato l’abilità di Connelly nella trasposizione delle sue storie sullo schermo, modificando e adattando storie e personaggi alla nuova narrazione con assoluta maestria.
