Crescere é reinventarsi

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Crescere é reinventarsi.
Cercarsi un volto nuovo.
Un colore preferito.
Provando a sorridere
È accettarsi,
O provarci, almeno.
Senza mai riuscirci davvero.
È incantarsi,
senza riuscire più ad ammetterlo.
A se stessi,
ma nemmeno agli altri.
Vorresti fermarti e raccontarlo.
Ma te ne vergogni.
E resti zitto.
Ormai siamo grandi.
Non c’è più tempo per le emozioni.

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Text by Daniele Mosca

Senza specchi

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Occhi distratti,
siamo treni in corsa.
Strabici, sui cristalli liquidi.
Persi, a nasconderci dai lividi.
Sogni rimasti intatti,
invecchiati, presi da una morsa.
Occhi più stanchi.
Pronti a guardare ancora.
Oltre lo schermo.
Illusi di specchiarci.
Ma ci dimentichiamo chi siamo.
Fino a perderci,
ad annegare.
In quello schermo.

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Text by Daniele Mosca

Io al Salone ci andrò

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Fascismo e antifascismo sono due facce di una stessa medaglia. I riflettori si riaccendono su fatti che qualcuno vorrebbe legittimare o contestualizzare. Alcuni parlano di una “vera storia” mai raccontata. I revisionisti, che poi così nuovi a questo genere di attività non sono. Da qui nasce la polemica sulla presenza al Salone del Libro di una casa editrice legata a Casapound. Secondo molti rappresenterebbe una legittimazione della cultura neofascista. Il tema però è un altro. Queste formazioni hanno rappresentanze politiche, quindi hanno una loro propaganda politica, sicuramente amplificata dalla stessa linea politica del governo attuale. A chi vede il tutto come una forma di democrazia ricordo che partiti come partito del fascio e il corrispettivo nazionalsocialismo in Germania sono nati da movimenti assolutamente legati e legittimi. Ma credo che rispetto a quel periodo oggi esiste una variabile importante. Social, la rete in generale. I flussi di informazione sono veloci e possono essere gestiti. Questo rende la propaganda più capillare ed efficace. Per gli studi relativi ai miei romanzi mi sono imbattuto spesso in testi che raccontavano punti di vista differenti rispetto a quelli comuni e ne ho letti alcuni. Mi è servito per capire cosa pensa chi crede in quelle idee. Senza entrare nel merito del giusto o dello sbagliato, credo che invece serva una letteratura che copra e racconti anche questi aspetti. Negarla sarebbe censura e la censura aiuta a fomentare pensieri che si muoverebbero comunque fuori dai riflettori. Il rischio della nostra società così “globalizzata” è quello di rimanere vittime di pensieri che ci vengono forniti e imposti depurati e ripuliti. Farsi un’idea propria è l’unica soluzione e per farsela bisogna leggere. Pur non avendo minimamente il peso del collettivo Wu Ming, io al Salone ci andrò anche in difesa della libertà di opinione, sempre con occhio critico e tenendo d’occhio chiunque attenti a questa basilare forma di libertà.

I Navigli di Leonardo

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Leonardo Da Vinci è conosciuto per tantissimi temi, anatomia, ingegneria, arte. Pochi ricordano che è stato l’ideatore del sistema di canali che alimentavano i famosi Navigli di Milano. Il suo progetto rese navigabili le canalizzazioni permettendo di collegare il lago Maggiore con il lago di Como. Le canalizzazioni avevano permesso di far giungere a destinazione i materiali per la costruzione del Duomo di Milano. Con l’avvento delle automobili le canalizzazioni persero la loro utilità e man mano vennero intubate. I temi idrogeologici dei giorni nostri hanno riportato in auge l’importanza dei canali per funzionalità idrogeologiche. Cinquecento anni più tardi il genio di Leonardo esprime ancora tutto il suo splendore.
#LeonardoDaVinci

Andiamo a vedere il giorno, il romanzo di Sara Rattaro

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Ho iniziato a leggere Sara Rattaro con il romanzo “Non volare via”, “Andiamo a vedere il giorno” racconta la storia degli stessi protagonisti a distanza di qualche anno. Alice è cresciuta, il suo matrimonio è in crisi. Decide di fuggire a Parigi, ma viene raggiunta in aeroporto da sua madre, Sandra. Decidono così di proseguire il viaggio insieme, riscoprendo i rispettivi lati oscuri, celati in un passato che risveglia ancora amarezze. Una storia che non può coinvolgere Alberto, padre di Alice, marito di Sandra. Non può mancare perché sullo sfondo di questo viaggio c’è una donna che lui ha amato moltissimo, Camilla. “Andiamo a vedere il giorno” è un romanzo in cui si intrecciano più che personaggi, vite, sentimenti. Racconta come un tradimento possa in qualche modo nascondere un amore che non riesce più a ritrovare se stesso. Un sogno naufragato, o semplicemente il tempo e le esperienze che ci cambiano. Lo stile inconfondibile di Sara Rattaro ci prende per mano e ci svela una storia strana, imprevedibile, per certi versi. Perché la scelta della destinazione delle due protagoniste appare inattesa, quasi inspiegabile. Così come spesso lo è l’animo umano. Questa è tra l’altro una delle prerogative delle storie di Sara Rattaro, ovvero quella di scavare più che nei sentimenti, nei difetti, nelle incomprensioni, nella anomalie dei suoi protagonisti. Il romanzo emoziona e lascia uno strano velo di commozione, sia per dove il viaggio conduce, sia per il senso della storia che diventa lampante, feroce, nella sua semplicità. Una famiglia che si riscopre tale, proprio quando tutto sembra fragile e potersi frantumare da un momento all’altro. L’amore, talvolta, è così.

#andiamoavedereilgiorno
Sara Rattaro
Sperling & Kupfer

Quanto dura la campagna elettorale?

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Quanto dura la campagna elettorale? Ce lo chiediamo ormai da diversi anni. Un bombardamento mediatico di faccioni che promettono, promettono, fino allo sfinimento. Punti di vista spesso diametralmente opposti che cercano di convincere sulla bontà delle tesi proposte. Dai vaccini al revisionismo storico, ogni tema sembra avere più chiavi di lettura, pochi la capacità di trarne davvero delle valutazioni oggettive. Ma cos’è la politica? Un modo per accordarsi e darsi delle leggi con la più ampia condivisione possibile. Nella storia non mancano le derivazioni, esistono ancora oggi in diverse zone del mondo. Ma la nostra realtà è sempre stata strana. Esiste solo quello che viene raccontato e nella versione che viene proposta. Esistono quindi più verità? Probabile. Ogni punto di vista ne ha. Anche i più oscuri. Il rischio del nostro tempo, l’ho scritto già molte volte, è la velocità con cui le varie tesi viaggiano, senza lasciare il tempo di far sedimentare le informazioni. Così a prevalere sono i sentimenti più atavici, come la paura, la paura, il sesso. Quest’ultimo è difficile da individuare nel teatro politico, molto di più in quello sociale e social, in generale. La televisione ne ha modificato l’approccio, rendendo pruriginoso ogni cosa, legami compresi. Un modo come un altro per distogliere l’attenzione. Anche questa è una tattica politica, lo è da sempre. Ma torniamo alla domanda iniziale: quanto dura la campagna elettorale? La fine non esiste, poiché la vita è di per se una forma di politica e in tutti gli ambienti abbiamo bisogno di una rappresentanza, un accordo. Una soluzione. Inevitabile che si cerchi il consenso sempre e comunque. La difficoltà sta nel filtrare le informazioni, in un momento storico in cui gli ideali sono in crisi e non c’è più nulla in cui riconoscersi. Questo spiega perché molti preferiscono votare per gli idoli della tv o per se stessi, ma siamo sicuri di essere una garanzia per gli altri?

Photo by Corriere

Text by Daniele Mosca

Paura di non capire

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I titoli dei giornali esasperano o ignorano, ma la serie di attentati che hanno avuto luogo in Sri Lanka riguarda un attacco di matrice islamica contro i cristiani, avvenuto durante una celebrazione religiosa. Nel nostro paese è in corso una propaganda volta indoviare un nemico, da ricercarsi tra gli immigrati, tra i quali è evidente la maggioranza di individuali di religione islamica. Questo spiega il timore o la necessità di strumentalizzare l’accaduto. La sensazione è quella si vivere in un continuo clima da partita di calcio. Sono tornati in auge temi come fascismo, razzismo, deriva autoritaria, comunisti e tanti altri. In tutto questo si sta perdendo un concetto che è naufragato già a seguito degli attentati dell’Isis in Europa, ovvero l’integrazione. Attentati effettuati da personaggi nati e cresciuti nei paesi che hanno attaccato. Qualcosa è andato storto, tirando fuori concetti che si credevano dimenticati, come la guerra tra religioni. A fare da sfondo una politica falsa che si autoalimenta con il dissenso e una volontà di non leggere una storia che è stata scritta in troppi modi diversi e che si presta troppo facilmente al revisionismo storico. Insomma, nella confusione ognuno può dire quel che gli pare. Un periodo storico difficile. A differenza degli altri precedenti, qui c’è la rete che fagocita e smonta, senza poi lasciare traccia. Milioni di trame diverse. Fermiamoci a pensare a cosa sappiamo davvero di quello che accade e invece quanto siamo in grado di assimilare pensieri di altri. É questo il rischio, come in tutti i periodi storici, diventare strumento, perdere la capacità di riflettere. Questo a prescindere dal grado di conoscenza. In questo momento storico anche chi legge può essere influenzato, anche senza esserne consapevole. Anche chi scrive. Ed è questo non sapere a fare paura.

Photo AdnKronos
Text by Daniele Mosca

Udienze e cambiamento climatico

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Greta Thumberg a udienza dal Papa, Salvini no. Questo è il semplicistico ritratto che emerge dai giornali di questi giorni. Il tema è però più complesso, parliamo di una ragazzina che, anche grazie a uno staff di adulti che la segue, sta portando il giro un messaggio assolutamente condivisibile: non c’è più tempo. Parliamo ovviamente di cambiamento climatico. Aldilà delle polemiche sul titolo che Greta avrebbe per pronunciarsi, ci sono migliaia di studi che evidenziano il trend di questi anni e per gli anni avvenire. C’è il tema di realtà economiche come Cina e India che rivendicano il “diritto a inquinare” che ha permesso ai paesi occidentali di svilupparsi durante l’era industriale. C’è il tema dell’aumento delle temperature dell’atmosfera a causa dei gas serra e di uno sviluppo sostenibile che tarda a diventare efficace. Non si possono negare alcune posizioni negative come quella americana nei confronti degli accordi internazionali per ridurre l’emissione di Gas serra. Il tema è complesso, in questo senso è doveroso anche solo continuare a porre il tema alla politica, anche con delle manifestazioni. Senza entrare nel merito di quali siano gli interessi che spingono il fenomeno innescato da Greta credo si debba dare più fiducia ai ragazzi e appoggiare lo spirito critico e magari spingerli a guardare il mondo in un modo diverso, magari proponendo punti di vista alternativi a quelli che hanno portato a questa situazione. Inutile attaccarli, semmai bisognerebbe ascoltarli. Il tema c’è ed è importante, sicuramente più del perché il Papa preferisca dare voce a una ragazza ambientalista e non a un politico che rispolvera ideali nazionalisti e assolutamente allineato alle idee di Trump. Quello che forse dovremmo imparare a fare è a non cadere nelle strumentalizzazioni e nelle polemiche montate ad arte, difficile, ma lo spirito critico può aiutare. Ed è quello che maggiormente spicca nei più giovani. Aiutiamoli a dare loro più voce e se è il caso facciamo un passo indietro e lavoriamo per loro come uno staff che ci crede.Photo by Adn Kronos
Text by Daniele Mosca

Notredame: perché non hanno usato lo spegnimento dall’alto

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Le cattedrali gotiche sono caratterizzate da un sistema di pesi e contrappesi, per questo l’incendio di #notredame ha destato diverse preoccupazioni, in particolar modo per quanto concerne le tecniche di spegnimento. Per sostenere le altissime pareti verticali e mantenerle leggere i maestri costruttori del tempo hanno previsto la presenza di ampie vetrate, ovvero i rosoni e le vetrate verticali. Sulla parte alta sono presenti diverse statue e ovviamente il tetto sorretto dalle pareri. Uno dei temi che per esempio non era presente nei nostri territori era il vento. Infatti per poter costruire strutture così alte avevano ideato un sistema di puntali per scaricare a terra le sollecitazioni create dal vento e che si trasferiva attraverso le pareti. Questa è chiaramente una semplificazione per far capire quanto fosse critica la situazione, ovvero la presenza di un incendio che destabilizzava man mano la distribuzione dei carichi e contestualmente il vento che da una parte alimentava l’incendio stesso e dall’altra sollecitava la struttura verticale. Il rischio era ovviamente il collasso delle pareti verso l’interno. Questo tema é stato sicuramente un fattore che ha determinato la scelta di evitare l’utilizzo di sistemi di spegnimento delle fiamme dall’alto, ovvero con Canadair o elicotteri. Per fortuna la struttura è salva, così come le vetrate. La ricostruzione sarà un lavoro lungo e non facile, ma #notredame è stata salvata grazie alle scelte degli uomini che sono intervenuti in fase di emergenza.

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Text by Daniele